Ju-On
01/05/2009 - 13:03:10
Cari Bagiuanauti, il disegno che vedete qui sopra è un mio omaggio a Ju-On di Takashi Shimizu, che ho realizzato per gli amici del Cineforum di Imperia. Ringrazio Marco Frassinelli per l’intervista che potete trovare Qui. Il primo capitolo di Ju-On uscì nel 2000 per il solo mercato Home Video giapponese e ottenne un enorme successo, nonostante fosse un film a basso costo. Ne venne prodotta una versione cinematografica, a cui seguì un sequel, Ju-On 2, ed un remake americano The Grudge che diede il via ad altri sequel (sono arrivati al 3). Quando vidi Ju-On (l’originale) la prima volta, me ne innamorai e mi fece scoprire la new-wave horror giapponese, che cominciò con il primo Ringu . Un vero film horror, per come lo intendo io, che trasmette forti emozioni. Per curiosità ho visto anche il remake americano, ad opera dello stesso Shimizu, che ha voluto adattare il linguaggio orientale ai gusti occidentali. Così se la versione americana ha il ritmo più veloce e ha voluto enfatizzare i colpi di scena, l’originale giapponese è più intimista e instilla quell’angoscia strisciante, preferisce insinuarsi che mostrarsi e alla fine ti invade. Io preferisco avvertire la paura, piuttosto che vederla, ed è per questo che preferisco la versione giapponese. Se qualcuno di voi non lo avesse visto, lo invito a recuperarlo. Un must! Il modo mio e di Andrea di vedere e concepire ISDB e strettamente legato alle emozioni che ci ha suscitato Ju-On (e che un buon film dovrebbe fare), le stesse emozioni che in qualche modo voglio trasmettere nei miei disegni. Sta a voi dirmi se ci sono riuscito… A presto! Alex
Ciao Alex, ciao Andrea.
Non sono una cultrice del cinema horror in generale e nemmeno di quello nipponico; infatti non ho visto nessuna delle pellicole che hai citato, tu, Alex. Nonostante questo non posso che apprezzare l'intensità emotiva che traspare da questa tavola. Si avverte, direi,lo spessore del disegno, grazie al grafismo così sottile che disegna le forme generando una sorta di "pelle d'inchiostro" sulla figura. Quella patina che più che una semplice ombreggiatura diviene già quasi atmosfera ed enfatizza la vitalità con cui poi il disegnatore anima lo sguardo del fumetto. Non so se hai presente i lavori e il tipo di disegno di Takehiko Inoue, autore di Vagabond,o Real. Beh, devo ammettere che il rimando mentale per me è stato abbastanza immediato; un disegno molto fine, delicato, ancor più nelle sue tavole dove sfrutta sapientemente uno splendido acquerello. Queste atmosfere sospese si ritrovano in particola
Di
Anonimo
(inviato il 01/05/2009 alle 20:41:37)
(Mi sono accorta in tempo che il messaggio è stato interrotto, per cui ecco il resto). Dicevo, in particolare, queste atmosfere sospese si ritrovano in particolare in Vagabond, storia del ronin Musashi Miyamoto -nel Giappone del 1600- le immagini e -quando ci sono - i colori riflettono una filosofia di vita puramente spirituale, il contatto forte e vibrante del guerriero con la natura, in preparazione per la battaglia. Alla stregua del sentimento di paura, tangibile ancor più che la visione del nemico stesso, si pone l'attesa del colpo sferrato dall'avversario in battaglia. Inoue è molto bravo nel controbilanciare posizioni, ritmi di giochi di ombre, spostamenti delle figure, l'azione e le mosse. Senza vederla si avverte la tensione, la paura, la violenza, l'angoscia. Spero vi faccia piacere sapere che questo valzer emotivo e suggestivo non sfugge neppure ne ISDB, ma anzi fa fruttare l'immaginazione personale.
Buon Lavoro,
Egle.
Di
Anonimo
(inviato il 01/05/2009 alle 20:43:05)
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